E’ ufficiale: partiamo per la campagna!

Dopo mille incertezze e indecisioni e dopo l’ok del pool di esperti che segue questa sfacciatella protagnista, la decisione è presa.

Partiamo verso la fine della prossima settimana alla volta della casa di campagna. La signorina avrà a disposizione un giardino immenso, interamente recintato, dove correre e annusare nuovi, interessanti odori.

I problemi che si pongono sono i seguenti:

-Viaggio in macchina….come andrà? Quanto si spaventerà?
-Nella casa di campagna arriveranno, un paio di giorni dopo di lei i Fab Four. Come andranno le cose?

I Fab Four sono questo groviglio di pellicce qua:

Nespola con i gatti è socievole, vorrebbe giocare, loro sono dei fifoni e la paura è che possano reagire con qualche graffietto.

La casa è grande, il giardino pure….se proprio non vorranno socializzare tra loro, hanno tutto lo spazio per ignorarsi…Vedremo..

Fatemi un gigantesco in bocca al lupo!

Oltre il cancello….solo 2 minuti

Oggi, mettendola un po’ alle strette, le abbiamo rimesso il ginzaglio. Come l’altra volta, si è accucciata senza accennare a muovere un passo. La ho presa in collo di nuovo e le ho fatto guardare fuori. Come al solito era molto interessata allora, a guinzaglio corto, ho aperto il cancello. E’ rimasta ferma sulla soglia ad annusare e a guardarsi attorno poi ha mosso il primo passo, costeggiando il muro (non si sa mai, meglio avere un lato coperto) La ho fermata perché non era la direzione che volevo che prendesse, il muro porta alla strada principale con un traffico pazzesco. Come ha sentito il guinzaglio in tirare si è accucciata di nuovo.

Santissima pazienza! La ho presa in braccio e ho attraversato la stradina in direzione del giardinetto di fronte. Si guardava attorno un po’ agitata ma decisamente incuriosita.

Mi sono fatta coraggio (come posso pretendere di farle acquistare sicurezza se la prima cagasotto sono io?) e la ho appoggiata a terra.
Ha cominciato subito a annusare l’erba muovendo qualche piccolo passo, poi ha trovato un albero che aveva mille pipì da raccontarle e lo ha trovato interessantissimo. Ha cominciato a girarci attorno, e io dietro per evitare che si aggrovigliasse il guinzaglio ma deve aver avuto anche lei lo stesso timore perché ha cominciato ad agitarsi. La ho subito presa in braccio e lei non ha gradito neanche un po’, ma non me la sono sentita di tenerla ancora lì. Stava cominciando ad arretrare e a tirare e se capisce che arretrando le pettorine si sfilano, sono rovinata! Lo capirà di sicuro prima o poi ma adesso mi serve ancora che pensi di non avere possibilità di liberarsi.

La ho riportata in giardino e lei c’è rimasta malissimo. Era ancora un po’ agitata ma avrebbe preferito di gran lunga restare fuori.

La ho lasciata tranquilla a metabolizzare la straordinaria avventura. Un paio d’ore dopo mi sono ripresentata da lei. Volevo accertarmi che la cosa non l’avesse spaventata troppo. Stava lì nel suo angolino, accucciata come al solito. Ho provato ad aprire il cancello ed è balzata in piedi in un attimo, pronta per uscire. Sì…come no? senza guinzaglio! Ho provato e riprovato a convincerla a venire verso di me ma ho dovuto rimetterla alle strette per agganciarglielo. A quel punto ho subito aperto il cancello per farle collegare le due cose il più possibile. Le orde di infanti che di solito affollano il parchetto a quell’ora non c’erano ma, nelle vicinanze ho visto un paio di ragazzini piuttosto rumorosi. Ho preferito non rischiare e la ho presa in braccio facendole fare un picolo tour e soffermandomi per farle annusare qua e là. Dopo di che, dato che la situazione si stava affollando, ho preferito rientrare.

La sua reazione al momento è la seguente:

Regressione completata. Giorno 0, giriamo pagina.

Povera patata che giornata impegnativa!

Il tutto è iniziato con l’ennesima definitiva regressione. Stamattina scalpitava per uscire in giardino. Appena aperta, ha girellato un po’ e poi si è rintanata in un angolino. Ho provato ad avvicinarmi sicura che, come le altre volte, sarebbe scappata. Invece è rimasta lì. Una specie di statua di sale pelosa, spettinata e spaventata. Ho cercato di parlarle, di coccolarla ma tutto rimaneva uguale, mi sembrava di essere tornata al primo giorno in cui è arrivata con la sola differenza che non tremava. Ne ho approfittato per rimetterle il collarino leggero con la medaglietta e, a quel punto anche la pettorina. Ho peso un guinzaglio legato a 6 metri di corda e gliel’ho messo. Poi l’ho lasciata tranquilla per un po’. Sono tornata poi a vedere e non si era mossa.

A quel punto il dubbio: mica si sentirà male? Ho provato a darle un pezzettino di sottiletta e se l’è pappato subito. Le ho portato l’acqua e ha bevuto.
Ho provato a metterla in piedi e non sembrava avere problemi salvo il fatto di volersene stare nel suo angolino. La ho lasciata tranquilla di nuovo tornando di tanto in tanto a farle due coccole che non disdegnava. Dopo pranzo ho provato a prenderla in braccio e, dopo le prime resistenze, mi ha lasciato fare. La ho portata di fronte al cancello dal quale voleva tanto uscire, e sempre tenendola in braccio la ho fatta guardare fuori dalle sbarre della parte alta. Era curiosissima, evidentemente da tempo si chiedeva cosa ci fosse oltre il ferro grigio. Guardava a destra e a sinistra, ha infilato il musino tra le sbarre per annusare e il fatto di essere in braccio a me non sembrava più essere un problema.
Poi la ho appoggiata a terra e ha fatto i primi timidi passi al guinzaglio. Qualche passetto ancora per poi riaccucciarsi, non più nell’angolo ma lungo il muro. Si è fatta avvicinare più volte e ha preso tutte le coccole del caso, questo per tutto il pomeriggio.
Ho fatto altri tentativi di farla camminare ma non ne aveva proprio voglia.

La ho presa di nuovo in braccio e le ho fatto dare l’ultima occhiata oltre il cancello, cosa che ha gradito molto di nuovo, e la h rimessa in casa. Adesso ronfa dietro al mio letto,salvo alzare il testino ogni tanto (come da foto).

Quante cose in un giorno solo povera Nespolottola!

Caldo, vento, insofferenza, regressioni e un sacco di bizze!

Non va, non va, non va neanche un po’!!!

Il caldo le da alla testa? Non saprei dirlo. Dallo stare sempre chiusa in casa a non volerci più rientrare per passare le giornate nascosta dietro un albero in giardino.
Poi ci si mette anche il vento che la ha sempre agitata moltissimo. L’altra sera era così spaventata che si è nascosta in bagno dietro al bidet. Ho pensato, ora o mai più e le ho messo il collare DAP (hai visto mai che la tranquillizza un po’) e il collarino con la medaglietta (hai visto mai che se mi scappa qualcuno me la riporta….sempre che la prenda)

E’ molto più ansiosa, soprattutto a fine giornata (quando si alza il vento)
Cerca sempre meno la mia compagnia e vuole starsene per conto suo.
Mangia pochissimo e ha sempre il broncio. Non celebra neanche più l’ora di cena, mi concede giusto un timido scodinzolio.

La dottoressa che la segue mi ha suggerito di tentare con un guinzaglio lungo, per accelerare le possibilità di portarla fuori, cosa che continua a chiedere con insistenza e che pare essere l’origine di tanta ansia.

Signore e signori, al primo tentativo ha fatto talmente la matta che si è sfilata il collare………….menomale che il DAP è rimasto. La cosa buona è che non sembra che il mio tentativo abbia portato conseguenze nei miei confronti. Due minuti dopo essersi tolta il collare mi ronzava di nuovo attorno.

La prossima volta che si rintana proverò con la pettorina, sperando che le stia, dato che quella che ho preso mi pare un po’ piccola.

SANTA PAZIENZAAAA!

Che noia, che barba. Che barba, che noia….

…..siamo sempre qua, io e te, tu ed io….succede mai niente…

non che io mi riveda molto in Vianello ma certo Nespola ultimamente è sempre più Mondaini.

Fa caldo, il giardino ormai non ha più segreti, esce solo per fare pipì. Se mi vede uscire mi si piazza davanti al cancello, testa alta, tutta scodinzolante: “Andiamo?”

Vuole uscire, vuole assolutamente uscire. guarda fuori, annusa, poi guarda me, poi di nuovo fuori. L’espressione è del tipo:”Lo hai capito da sola o devo farti un disegno?”

La cosa sarebbe estremamente positiva se non fosse cha ancora non c’è modo di infilarle un collare o una pettorina. I miei tentativi sono quotidiani ma danno scarsi risultati.

La signorina, come vede che non la faccio uscire, rientra in casa, si piazza dietro al mio letto e mi tiene il muso tutto il giorno, rifiutandosi di fare qualsiasi cosa.

O usciamo o niente.

Che noia che barba, che barba che noia!

Antò…facaldo!

E’ proprio quella l’espressione che Nespola mi rivolge in questi giorni.

Se ne sta rintanata in casa spiattellata sul pavimento come una frittata e non c’è proprio verso di farle fare qualcosa.

L’unica cosa alla quale non rinuncia è il teatrino dell’ora di cena. Salta, zompa e scodinzola come un’indemoniata finche non appoggio a terra la ciotola della pappa.

Per il resto: non si gioca, non si corre, non si fa un bel niente.
Ho tentato di tutto ma lei resta lì a fare la moquette e mi guarda senza neanche alzare la testa.

Appena mette piede fuori spalanca la bocca srotolando la sua linguona rosa (e chi si era mai accorta che fosse così lunga???), girella un po’ e rientra in casa guardandomi con sdegno come se fosse colpa mia!

Ma daaii Nespola che l’estate è appena iniziata. Animo!!!

Volevo un’amica, mi hai portato un salame!

Ieri è venuta Gilda a farci visita. Cagnolotta giocherellona e esuberante.

Come al solito Nespola, prima ha avuto paura ma dopo i primi minuti è subentrata la curiosità.

Di fronte a una Gilda stranamente in difficoltà, ho visto la ciuffolotta prendere iniziative. Dare le prime annusatine. Rompere il ghiaccio per prima. Da non credere!

Anche di fronte a una severa ammonizione da parte di Gilda (non è carino annusare così a lungo….) non ha avuto problemi a riproporsi pochi istanti dopo.

La cosa più bella è stata quando siamo scesi in giardino. Le ha fatto una sorta di circo medrano per convincerla a giocare con lei.Gilda impassibile, Nespola quasi petulante. Dai dai dai giochiamo daiiiiiiii.

Non so cosa abbia messo Gilda in agitazione, forse l’assenza di mammà, ma certo non si è comportata come siamo abituati a vederla.E pensare che ero quasi preoccupata che fosse troppo irruente e spaventasse Nespola.

Rimasta sola, Nespola mi ha rivolto uno dei suoi sguardi buffi: “Volevo un’amica e mi hai portato un salame….ti sembra carino?”

Un altro importante passo avanti.

Oggi, giornata piovosa e uggiosa, la piccola si annoiava un po’, voleva uscire a scorrazzare e non poteva. Era irrequieta, ogni tanto si fermava a guardarmi, non capendo il motivo della clausura alla quale la stavo costringendo. Ho spento il pc e le ho detto ” Daai, giochiamo un po’, giochiamo a trovare i bocconcini” Neanche avesse capito eccola che parte scodinzolante verso la cucina. Prendo i fidi wurstelini di pollo e ne faccio un po ti minipezzettini da spargere in giro. Neanche il tempo di sedermi sul divano che eccotela zomparci sopra pronta a mangiare direttamente dalle mie mani. Allora comincio, con pezzettini in entrambe le mani, a farla mangiare prima dall’una poi dall’altra, tenendo le mani piuttosto chiuse in modo che dovesse trattenersi e affondare un po’ il tartufo nel palmo. Mentre mangiava da una con l’altra cercavo carezzarla sotto il mento. Dopo qualche esitazione ha cominciato a lasciarmelo fare. Per farla breve, mentre mangiava sono riuscita a carezzarla sulla testa e a grattucchiarla sul collo. Il tutto durava finche nella mia mano rimaneva qualcosa, poi si ritraeva subito. Solo all’ultimo, finito di mangiare dalla mano si è fatta fare una carezzina velocissima sulla testolina. Sembrerà poco, ma è una conquista. Avevo fatto questo tentativo tante volte ma potevo avvicinarle solo una mano alla volta. Pur mangiando da una, come muovevo l’altra si allontanava subito, figuriamoci farsi toccare! Non se ne parlava proprio. Brava Nespolaaaaaa

Averlo saputo che bastava chiedere!

La brava Nespolotta ha subito raccolto il mio appello e ieri e oggi si è fatta spupazzare tutta, ronfando alla grande in balia dei miei grattini. Credo che fosse dal giorno in cui sono riuscita a togliere il collare che non si concedeva così.

Ieri è addirittura salita sul divano con me (mai successo prima) e ogni volta che interrompevo il grattino alzava la testolina con aria interrogativa del tipo “beh?”. Io ricominciavo e lei si ributtava giù con un gran sospirone.

Il mondo è fatto a scale

E noi a volte le saliamo a volte le scendiamo.  E’ incredibile quanti gradini ha fatto Nespola in tutti questi mesi. Ne ha saliti tanti ed è altrettanto incredibile che, a volte, ad un gradino salito debba necessariamente corrispontere, nella migliore delle ipotesi, un momento di stasi o addirittura un paio di gradini scesi.

E’ come se ogni volta dovesse metabilizzare il fatto di essersi spinta oltre la sua soglia di sicurezza e rientrasse nel suo guscio per un po’.

Adesso è uno di quei momenti. Non si fa più coccolare, neanche nell’unico modo che mi concedeva fino ad oggi. Viene, si accuccia accanto a me ma resta un minuto neanche, magari ma da due leccatine su una mano poi si alza e va ad accucciarsi a un metro da me, guardandomi.

C’era già stato un periodo di questo tipo ed era durato quasi un mesetto, durante il quale aveva fatto altri passi avanti. E’ buffo, è come se non riuscisse a gestire tutti i miglioramenti che fa, allo stesso tempo.

Chissà, sarà che oggi piove e sono triste e malinconica ma quei momenti di coccole rubati alla sua diffidenza mi mancano un po’.

Dai Nespolotta, coccolami un po’.

Ma che bella pancina!

Evento epocale! Era già un po’ di tempo che quando la carezzavo, invece di rimanere acciambellata in cuccia cominciava ad allungarsi  e a distendersi per bene….non sempre ma ogni tanto me lo faceva.

Ieri il miracolo…prima si è allungata tutta poi…improvvisamente…si è completamente ribaltata. A pancia in su a farsi grattare la pancia. Non ci è rimasta molto…ma è stata una gran conquista.

Viva la raccolta differenziata!

In particolare il sacchetto della plastica è incredibilmente attraente. Così tanto da meritare un’attenta disamina in un posto più tranquillo e lontano da occhi indiscreti.

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Quando le pattumiere alzano la cresta…

….è bene far capire loro chi comanda. Anche abbaiando, se necessario, soprattutto se non vogliono cedere il loro contenuto facilmente! La spiavo da dietro la porta facendo sbucare giusto la macchina fotografica. Poi sono entrata anch’io e le ho detto che è una cosa che non si fa. Ma era trooooppo buffa!

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Come promesso

Ecco il video dei due personaggi che se la spassano.

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E finalmente un amicooooo

Era da tanto tempo che volevo provare a vedere se giocava con un suo simile. E’ che non era facile da reperire: preferibilmente maschio, di taglia piccola, esuberante ma non troppo. Le papabili erano tutte femmine, più grandi di lei o stessa taglia ma estremamente dominanti. Poi oggi si è presentata la fantastica occasione di un bel barboncino, maschio, un anno e mezzo, giocherellone……perfetto!

Facciamo le presentazioni, lui curioso che andava a cercarla, lei che scappava per la stanza con la coda tra le gambe tremando come una foglia. Non ho voluto arrendermi e ho aspettato. Dopo un po’ si sono annusati e lei ha smesso di tremare…ma non di scappare.

Poi qualche timido accenno di confidenza e un timido scodinzolo. A farla breve dopo una mezzoretta eravamo a fare folli corse in giardino con tanto di inchini giocherelloni e scodinzolii furiosi. Che bellezza vederla correre e divertirsi con un cagnolo!! A dirla tutta faceva anche un po’ la preziosa, voleva annusare ma non gradiva essere annusata. Insomma uno spasso!

Charlie, questo è il nome del baldanzoso nuovo amichetto, tornerà a trovarci presto e, certamente, in quell’occasione non mancheranno foto e video.

Houston: organizziamoci!

Ormai è tradizione che i post che riguardano i controversi rapporti tra Nespola e le micia Isotta inizino con “Houston: ” Fedele alla tradizione scrivo ancora sull’argomento perché la cosa sta evolvendo:

In casa Isotta ha sempre la meglio, soffia e rincorre a tutto spiano mentre Nespola arretra o scappa. In giardino le cose sono cambiate. Nespola rincorre Isotta per giocare. Scodinzola e le galoppa incontro con tanto di inchini di invito al gioco. Isotta, che non ha mai brillato quanto a senso dell’umorismo, perde tutta la sua baldanza casalinga e si rifugia sugli alberi contrariata.

Secondo me stanno addivenendo ad un accordo; in qualche modo stanno spartendosi gli spazi.

Sono curiosa di vedere come andrà avanti!

Bau a me?

 

Ma guarda che impertinente. Le ho appena dato la sua cena. Aveva una fame blu, ha spazzolato tutto rapidissimamente e io mi sono rimessa al pc. Lei lecca, ripulisce tutto poi si siede e mi guarda. Poi si alza e scodinzola e mi guarda, io faccio finta di niente e proseguo…improvvisamente

BAU.

Ehhhhh? come hai detto?

BAU BAU

Stai scherzando? cos’è questa storia? Tu non fai BAU! Non lo hai mai fatto!

BAU BAU BAU

Signori! Una bizza in piena regola perché ha ancora fame. Eppure era la sua dose, aveva anche avuto un tot di bocconcini e premietti durante la giornata…boh… Tutt’ora scodinzola e frignucchia e non mi schioda gli occhi di dosso, ogni tanto fa un BAU.

Stiamo diventando impertinenti e io ho una gran voglia di cedere!!!

Ce l’abbiamo fatta!!!! Abbiamo tolto il collare!!

Il problema era stato più volte affrontato senza nessun risultato come si può vedere qui.

Stamattina era ben disposta verso le coccole. mi sono seduta sul suo tappetino ed è arrivata quasi subito. La ho letteralmente stravolta, ubriacata, stordita di coccole. E’ crollata, occhi serrati, dormiva di brutto. Mi sono detta….tentar non nuoce. Ho cominciato a tentare di far ruotare il collare per poter avere la fibbia in alto e non doverle aggeggiare sotto il collo. Appena apriva un occhio ricominciavo a fare la vaga carezzandola ovunque. Guadagnando centimetrini alla volta sono riuscita ad avere la fibbia a portata di mano. Ho cominciato lentissimamente a provare a sganciarla. La pelle era durissima, piegarla era un’impresa. Ogni tanto la belvetta si muovicchiava un po’ ma era veramente cotta dalle coccole e bastavano un paio di grattini per farla ripiombare nel torpore. Finalmente aggeggia aggeggia, manipola, tira, molla ecc ecc tutto ovviamente con una mano sola cercando di non farle sentire tirare al collo e di non fare rumore (non siamo ancora arrivati alle coccole a due mani dato che mi si piazza sempre di fianco e mai frontale) sento un fantastico “clic” guardo meglio e la fibbia si era aperta. Lei non si è neanche mossa.

Finalmente libera!!!

Adesso dovrei metterle il DAP e lo Scalibor. Mi viene da ridere…..

Finalmente ho trovato un gioco con cui GIOCAAA!!!!

Avevo provato tante cose, Kong, pallette, pupazzi. …..niente che la interessasse per più di 30 secondi di annusata. Con il Kong in particolare, ha trovato subito il modo di infilarci la lingua e ripulirlo in due balletti di qualsiasi cosa si trovasse al suo interno. Ieri ero in un negozio di animali e vedo questa palla da riempire di bocconcini. La compro quasi già rassegnata a buttare i soldi nell’ennesimo oggetto che andrà a riempire il cestino dei giochi a prender polvere. Arrivo a casa e provo. Impazzita!! Ci gioca proprio, lo rotola ci saltella intorno, scodinzola tendendo dei buffissimi agguati.

Ieri sera ci ha giocato per più di un quarto d’ora!!!

E’ la prima volta da quando è con me che la vedo divertirsi con un gioco, che la vedo giocare a tutti gli effetti! Brava Nespolotta, gioca gioca!!

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Primi accenni di territorialità?

Me ne stavo tranquilla tranquilla al mio pc quando sento provenire da fuori un miagolio strano, da gatto in calore, mi precipito fuori in terrazza e vedo Isotta sul muretto letteralmente pietrificata di fronte a una montagna bianca. Un gatto (credo maschio) ENORME, pelosissimo, tutto bianco (a dirla tutta era una meraviglia ma non era quello che pensava Isotta in quel momento) il doppio di lei. Mentre assisto sorpresa a questa scena preparandomi a intervenire nel caso le cose fossero precipitate da un momento all’altro, ecco che esce anche Nespola, girella un attimo poi lo vede. Si ferma. Lo fissa. Io mi dico…vedi adesso che fuga che fa! Lei invece si avvicina, guardinga ma si avvicina. Il gatto si gonfia tutto fino a raddoppiare la sua mole già imponente, sulla testa gli spunta un fumetto che recita più o meno “Orca…questo non l’avevo previsto”. Nespola fa altri due passi avanti, si ferma, arretra di uno e lo fissa. Testa alta, bella decisa. Il felino gigante resta ancora in quella posizione qualche secondo poi batte in ritirata in giardino. Isotta in tutto questo è rimasta una statua di sale. Nespola, comincia a fare una buffissima ronda in terrazza, cercando di aprire il cancellino per scendere in giardino e infilando la testa tra i colonnini per vedere dove fosse finito. Ha presidiato la zona per circa cinque minuti poi è rientrata in casa con un espressione nella quale ho letto quanto segue: “Pfui…e questo chi diavolo è? Giù le zampe da casa mia e dalla felina che mi soffia tutti i giorni…che a lei, quando avrò il coraggio, penserò io e solo io”